STEP #4 : IL PRINCIPIO FISICO
| Macchina a frizione del XVII secolo |
La macchina elettrostatica è un generatore elettromeccanico che produce elettricità statica ovvero un accumulo superficiale e localizzato di cariche elettriche su un corpo. Il principio di funzionamento si basa sulla conversione di energia meccanica in energia elettrica. I generatori elettrostatici, infatti, separano cariche elettrostatiche di segno opposto che si distribuiscono tra i due conduttori. La carica, che viene generata per induzione o attrito, è trasferita a un elettrodo ad alto potenziale mediante piastre mobili, tamburi o cinghie.
Le macchine ad attrito si basano sull’effetto triboelettrico ossia il principio secondo il quale l’elettrificazione di alcuni materiali può avvenire per contatto o attrito. La presenza di uno squilibrio di carica superficiale sugli oggetti comporta la presenza di forze attrattive o repulsive. Tale squilibrio può essere generato collegando fisicamente due superfici diverse o sfregandole l’una sull’altra. Tale sfregamento genera una grande quantità di elettricità statica. La prima macchina ad attrito fu inventata da Otto von Guericke (fisico tedesco) nel 1663, e basava il suo funzionamento su un globo di zolfo che poteva essere ruotato e strofinato a mano. Solo anni dopo, nel 1706 per l‘esattezza, lo scienziato britannico Francis Hauksbee migliorò la precedente progettando un meccanismo che facesse ruotare rapidamente una sfera di vetro contro un panno di lana. Nei decenni successivi, in particolare dopo l’invenzione della bottiglia di Leyda (1), furono proposti numerosi modelli di macchine elettriche (globi, cilindri, dischi di vetro).
| Macchina elettrostatica ad attrito |
Tali macchine vennero ampiamente utilizzate, tuttavia l’introduzione di sistemi più efficaci per produrre alte tensioni, ad esempio i trasformatori, ne ridusse l’uso. Eccezion fatta per il generatore elettrostatico a nastro ideato da Robert Van de Graaff negli anni Venti del Novecento, quest’ultima era in grado di produrre le altissime tensioni necessarie nel campo dell’emergente fisica atomica e nucleare. Tutt’ora questa macchina, notevolmente perfezionata, è ampiamente utilizzata nei laboratori di ricerca e in campo industriale.
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Note:
(1) È il prototipo del condensatore elettrico. Consiste in una bottiglia di vetro circondata all’interno e all’esterno da sottili strati metallici. La sua funzione è quella di permettere di accumulare grandi quantità di cariche elettriche.
(2) Generatore elettrostatico in grado di accumulare una modesta quantità di carica elettrica. È costituito da un disco di materiale conduttore che si impugna attraverso un manico isolante ed è utilizzato insieme ad una superficie di materiale isolante (ebanite, lana).
Fonti:
(La stanza degli strumenti scientifici – Liceo Dini) : Elettromagnetismo
http://wunderkammer.liceodini.it/elettromagnetismo/elettrostatica-2/macchine-elettrostatiche/macchina-di-wimshurst.html
(Lombardia beni culturali) : Patrimonio scientifico e
tecnologico https://www.lombardiabeniculturali.it/scienza-tecnologia/schede/8e020-00295/
(Museo Galileo) : Approfondimenti https://catalogo.museogalileo.it/approfondimento/MacchinaElettrostatica.html
(Wikipedia) : Effetto triboelettrico https://it.qiq.wiki/wiki/Triboelectric_effect
(Wikipedia): Generatore elettrostatico https://it.qiq.wiki/wiki/Electrostatic_generator
Tutti i siti sono stati consultati il 16/11/2021
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